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Val di Chiana

Da Montepulciano a Sarteano attraverso la faggeta di Pietraporciana

Cammini Trekking
  • Itinerante
  • 2 giorni
  • 1 notti
  • 26 Km

Un cammino in due tappe nel cuore pulsante della Toscana meridionale, dove la storia dei borghi medievali si fonde con una natura selvaggia e inaspettata. Questo itinerario unisce la Val di Chiana e la Val d’Orcia, muovendosi lungo dorsali panoramiche e antiche vie boscose, fino a raggiungere una vera e propria anomalia botanica: una faggeta secolare sopravvissuta a bassa quota fin dall’ultima glaciazione.

Il percorso si sviluppa come un viaggio progressivo verso il silenzio e la natura incontaminata. Partendo dalle storiche mura in pietra di Montepulciano, il sentiero si immerge subito nella campagna toscana. Tappa dopo tappa, il paesaggio coltivato a ulivi e vigneti cede il passo ai boschi fitti e misteriosi della Riserva Naturale di Pietraporciana.

La notte si passa nel cuore della riserva, avvolti dalla quiete del rifugio, per poi ripartire il giorno successivo alla scoperta di affacci mozzafiato sulla Val d’Orcia e concludere il viaggio tra i vicoli medievali di Sarteano.

Ti piace questo viaggio se:

  • Vuoi passare in poche ore dai vigneti da cartolina alle atmosfere selvagge e quasi alpine di una faggeta preistorica.
  • ami l'eleganza di Montepulciano, il fascino sospeso del borgo-castello di Castiglioncello del Trinoro e l'anima autentica di Sarteano.
  • l'idea di dormire isolato dal mondo, nella quiete profonda del Rifugio, è il tuo concetto ideale di relax.
  • cerchi un'avventura di due giorni da fare zaino in spalla, impegnativa il giusto ma ricca di bellezza a ogni chilometro.

Prezzo del Viaggio

60 €

  • Cosa è incluso
  • da sabato 24 Ottobre
  • a domenica 25 Ottobre

Posti disponibili

Acconto

€30,00

Prenotazioni entro il

18 Ottobre 2026

  • Guida

Alessandro Maggiorelli

Numero partecipanti

min 6 -

max 16

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  • PROGRAMMA
1
  • 1°

Giorno :

Da Montepulciano al Rifugio di Pietraporciana

  • 16 Km -
  • Salita: 560 m -
  • Discesa: 280 m -
  • Ore di cammino: 5 -
  • Difficoltà: T - Turistico -
  • Impegno Fisico: Medio -
  • Sviluppo: Traversata
Il cammino inizia tra i vicoli medievali e rinascimentali del centro storico di Montepulciano, la “perla del Cinquecento”, dove le eleganti facciate in pietra e i palazzi nobiliari incorniciano panorami sconfinati che spaziano sulla Val di Chiana e brillano in lontananza fino allo specchio d’acqua del Lago Trasimeno. Attraversiamo Piazza Grande — il cuore monumentale del borgo, dominata dal candore della facciata michelangiolesca del Palazzo Comunale e dal Duomo — e superiamo la Fortezza Medicea, antico baluardo militare oggi luogo di cultura e incontro.
Da qui, imbocchiamo una spettacolare e panoramica discesa verso la valle, lasciandoci alle spalle le imponenti mura poliziane. Il percorso si inserisce subito in una rete di strade vicinali e sterrate in direzione sud. In questa prima parte, il cammino si sviluppa tra le colline ondulate e armoniose tipiche del paesaggio poliziano, costeggiando i geometrici filari di Sangiovese (qui chiamato Prugnolo Gentile) da cui nasce il celebre Vino Nobile, e sfiorando antichi casali in pietra leopoldini, testimoni dell’antica mezzadria toscana.
Imboccando una delle classiche e polverose strade bianche, il paesaggio muta d’improvviso e l’orizzonte si dilata: la vista si apre ufficialmente sulle crete della Val d’Orcia, patrimonio UNESCO. Davanti a noi si svelano i profili inconfondibili delle colline argillose, le iconiche linee di cipressi che coronano i crinali e, a dominare l’intero sfondo come un guardiano di pietra, la sagoma imponente e vulcanica del Monte Amiata.
Inizia quindi la salita, costante e suggestiva, che ci porta a raggiungere il Valico della Foce. Camminiamo nei pressi della storica tenuta creata negli anni ’20 da Iris e Antonio Origo, un luogo dove la sapiente mano dell’uomo ha ridisegnato il paesaggio rurale (celebre per i suoi tornanti di cipressi) e che fu cruciale rifugio letterario e partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre il valico, la natura si fa più selvaggia e la vegetazione cambia repentinamente: gli ulivi e le vigne lasciano il passo ai fitti boschi di cerro, roverella e altre latifoglie. L’aria si fa più fresca e frizzante mentre la quota continua a salire gradualmente, conducendoci direttamente sull’ampio prato del Rifugio di Pietraporciana a 847 metri d’altitudine, un’oasi di quiete dove ci attendono il silenzio della riserva, la cena e il pernottamento.

Interesse:

  • paesaggistico
  • storico
  • naturalistico
  • panoramico
  • rurale

Giorno

1

Da Montepulciano al Rifugio di Pietraporciana

  • 16 Km -
  • Salita: 560 m -
  • Discesa: 280 m -
  • Ore di cammino: 5 -
  • Difficoltà: T - Turistico -
  • Impegno: Medio -
  • Sviluppo: Traversata
Il cammino inizia tra i vicoli medievali e rinascimentali del centro storico di Montepulciano, la “perla del Cinquecento”, dove le eleganti facciate in pietra e i palazzi nobiliari incorniciano panorami sconfinati che spaziano sulla Val di Chiana e brillano in lontananza fino allo specchio d’acqua del Lago Trasimeno. Attraversiamo Piazza Grande — il cuore monumentale del borgo, dominata dal candore della facciata michelangiolesca del Palazzo Comunale e dal Duomo — e superiamo la Fortezza Medicea, antico baluardo militare oggi luogo di cultura e incontro.
Da qui, imbocchiamo una spettacolare e panoramica discesa verso la valle, lasciandoci alle spalle le imponenti mura poliziane. Il percorso si inserisce subito in una rete di strade vicinali e sterrate in direzione sud. In questa prima parte, il cammino si sviluppa tra le colline ondulate e armoniose tipiche del paesaggio poliziano, costeggiando i geometrici filari di Sangiovese (qui chiamato Prugnolo Gentile) da cui nasce il celebre Vino Nobile, e sfiorando antichi casali in pietra leopoldini, testimoni dell’antica mezzadria toscana.
Imboccando una delle classiche e polverose strade bianche, il paesaggio muta d’improvviso e l’orizzonte si dilata: la vista si apre ufficialmente sulle crete della Val d’Orcia, patrimonio UNESCO. Davanti a noi si svelano i profili inconfondibili delle colline argillose, le iconiche linee di cipressi che coronano i crinali e, a dominare l’intero sfondo come un guardiano di pietra, la sagoma imponente e vulcanica del Monte Amiata.
Inizia quindi la salita, costante e suggestiva, che ci porta a raggiungere il Valico della Foce. Camminiamo nei pressi della storica tenuta creata negli anni ’20 da Iris e Antonio Origo, un luogo dove la sapiente mano dell’uomo ha ridisegnato il paesaggio rurale (celebre per i suoi tornanti di cipressi) e che fu cruciale rifugio letterario e partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre il valico, la natura si fa più selvaggia e la vegetazione cambia repentinamente: gli ulivi e le vigne lasciano il passo ai fitti boschi di cerro, roverella e altre latifoglie. L’aria si fa più fresca e frizzante mentre la quota continua a salire gradualmente, conducendoci direttamente sull’ampio prato del Rifugio di Pietraporciana a 847 metri d’altitudine, un’oasi di quiete dove ci attendono il silenzio della riserva, la cena e il pernottamento.

Interesse:

  • paesaggistico
  • storico
  • naturalistico
  • panoramico
  • rurale
2
  • 2°

Giorno :

Dal Rifugio di Pietraporciana a Sarteano

  • 10 Km -
  • Salita: 220 m -
  • Discesa: 448 m -
  • Ore di cammino: 3 -
  • Difficoltà: T - Turistico -
  • Impegno Fisico: Facile -
  • Sviluppo: Traversata
Si parte direttamente dal Rifugio di Pietraporciana dedicando la prima parte della mattinata all’esplorazione della Riserva Naturale. Imboccando il sentiero ad anello della faggeta, ci si immerge subito in un’atmosfera fiabesca, all’ombra di faggi secolari, tra muschi e speroni di roccia calcarenitica, respirando il microclima unico che ha permesso a questo bosco di sopravvivere dall’era glaciale a quote così basse. 
Usciti dal cuore fresco della foresta, proseguiamo sul nostro sentiero che, con una leggera salita panoramica, ci porta a  Castiglioncello del Trinoro, uno spettacolare borgo-castello arroccato su una rupe. Questo è il punto ideale per una sosta: l’affaccio davanti alla Chiesa di Sant’Andrea offre un balcone monumentale e spalancato sulla Val d’Orcia e sulla maestosa sagoma di Radicofani.
Lasciato il borgo-castello, si abbandona il versante d’Orcia per iniziare la discesa costante verso la Val di Chiana meridionale. Il sentiero si snoda tra ampi sentieri e mulattiere che tagliano i boschi di Poggio Rotondo. Man mano che si perde quota, la vegetazione montana lascia nuovamente spazio al bosco di cerro, che nasconde reperti etruschi che furono usati dagli eremiti nel medioevo e dove sostò anche San Francesco. Il cammino si conclude superando le antiche propaggini boscose fino a fare ingresso nel centro storico di Sarteano, dominato dalla mole del suo castello quattrocentesco.

Interesse:

  • paesaggistico
  • storico
  • naturalistico
  • panoramico

Giorno

2

Dal Rifugio di Pietraporciana a Sarteano

  • 10 Km -
  • Salita: 220 m -
  • Discesa: 448 m -
  • Ore di cammino: 3 -
  • Difficoltà: T - Turistico -
  • Impegno: Facile -
  • Sviluppo: Traversata
Si parte direttamente dal Rifugio di Pietraporciana dedicando la prima parte della mattinata all’esplorazione della Riserva Naturale. Imboccando il sentiero ad anello della faggeta, ci si immerge subito in un’atmosfera fiabesca, all’ombra di faggi secolari, tra muschi e speroni di roccia calcarenitica, respirando il microclima unico che ha permesso a questo bosco di sopravvivere dall’era glaciale a quote così basse. 
Usciti dal cuore fresco della foresta, proseguiamo sul nostro sentiero che, con una leggera salita panoramica, ci porta a  Castiglioncello del Trinoro, uno spettacolare borgo-castello arroccato su una rupe. Questo è il punto ideale per una sosta: l’affaccio davanti alla Chiesa di Sant’Andrea offre un balcone monumentale e spalancato sulla Val d’Orcia e sulla maestosa sagoma di Radicofani.
Lasciato il borgo-castello, si abbandona il versante d’Orcia per iniziare la discesa costante verso la Val di Chiana meridionale. Il sentiero si snoda tra ampi sentieri e mulattiere che tagliano i boschi di Poggio Rotondo. Man mano che si perde quota, la vegetazione montana lascia nuovamente spazio al bosco di cerro, che nasconde reperti etruschi che furono usati dagli eremiti nel medioevo e dove sostò anche San Francesco. Il cammino si conclude superando le antiche propaggini boscose fino a fare ingresso nel centro storico di Sarteano, dominato dalla mole del suo castello quattrocentesco.

Interesse:

  • paesaggistico
  • storico
  • naturalistico
  • panoramico
  • DETTAGLI DI VIAGGIO

Sistemazione

Pernottamento in rifugio con sistemazione in camerate condivise

Trasporti e spostamenti

Trasferimento del Giorno 1 da Sarteano a Montepulciano con mezzi pubblici

Cosa portare

  • Scarpe da trekking o scarpe da trail
  • Zaino da più giorni con coprizaino
  • Impermiabile e kit per la pioggia
  • Vestiti adatti alla stagione e alle attività
  • Necessaire per la notte
  • Adeguata scorta d'acqua
  • pranzo al sacco per il primo giorno

Pasti

Pranzo del primo giorno a carico dei partecipanti – Cena del primo giorno presso il Rifugio di Pietraporciana – Il secondo giorno l’escursione finirà entro l’ora di pranzo

Informazioni

Il cammino non presenta difficoltà tecniche (non ci sono tratti esposti o passaggi su roccia), ma richiede una buona abitudine a camminare per più ore consecutive con lo zaino in spalla. Terreno: Prevalentemente strade bianche, vicinali sterrate e sentieri di bosco. I tratti su asfalto sono ridotti al minimo, concentrati principalmente nei collegamenti vicino ai borghi.

Il cammino si sviluppa tra i 250 e gli oltre 850 metri di quota, passando dal clima collinare a quello pre-montano della riserva. La Faggeta e il microclima: La faggeta di Pietraporciana esiste a quote così basse proprio grazie a un microclima insolitamente freddo, umido e ventoso. Anche in piena estate, l’area della riserva e il rifugio godono di temperature fresche e ventilate. Abbigliamento a strati: Le escursioni termiche tra la valle e il crinale possono essere repentine. È fondamentale avere nello zaino un capo antivento/antipioggia e una maglia più pesante (pile o piumino leggero) per la sera al rifugio. Fango in caso di pioggia: In caso di precipitazioni recenti, i sentieri all’interno della riserva e le strade sterrate della Val d’Orcia possono diventare argillose e scivolose. Si raccomandano calzature da trekking con una buona tassellatura (suola Vibram o simile). Soleggiamento in estate: La prima parte della Tappa 1 e la discesa verso Sarteano nella Tappa 2 sono molto esposte al sole.

Approfondimenti

La Faggeta di Pietraporciana è definita una “faggeta relitta” o stazione eterotopica. Il faggio (Fagus sylvatica) è un albero montano che di norma cresce sopra i 900-1000 metri di quota. Qui, invece, prospera maestoso e secolare a una quota insolitamente bassa, tra i 750 e gli 850 metri.

Il trucco geologico: Cinque milioni di anni fa quest’area era un fondale marino calcareo. I massi franati nel tempo hanno creato alte e ripide pareti rocciose esposte a nord. Questa barriera naturale blocca i venti caldi e secchi del sud e trattiene le correnti fresche e umide del nord. Si crea così un microclima freddo e perennemente umido che ha congelato le condizioni climatiche del periodo post-glaciale.

Biodiversità protetta: Dal 1996 la riserva è protetta e il bosco è lasciato al suo ciclo naturale (gli alberi caduti non vengono rimossi per favorire l’ecosistema). Nel sottobosco crescono piante rarissime in Toscana, come il velenoso cespuglio della Belladonna, il rarissimo Giglio Martagone e la fusaggine maggiore.

I Dintorni di Montepulciano: Oltre le Mura
Il Tempio di San Biagio: Poco sotto le mura, lungo la discesa, si staglia questo capolavoro del Rinascimento di Antonio da Sangallo il Vecchio, un tempio a pianta centrale in travertino dorato che brilla sotto il sole.
Le Ville Leopoldine: Le campagne che attraversi sono costellate da imponenti case coloniche con una torretta centrale (colombaia). Sono le riforme agrarie del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena (XVIII secolo), che bonificò la Val di Chiana e rivoluzionò l’architettura rurale toscana.
La Geologia del Nobile: Il terreno ondulato su cui cammini è composto da sabbie e argille plioceniche marine. Milioni di anni fa qui c’era il mare: è proprio questo terreno povero e ricco di fossili a donare l’inconfondibile eleganza e i sentori minerali al Vino Nobile di Montepulciano.
Sapori Tipici della Val di Chiana
Pici all’Aglione: Simili a spaghetti ma molto più grandi. Vengono tirati a mano e conditi con un aglio gigante (Aglione) dal sapore delicatissimo e coltivato sui terreni bonificati.
la Chianina: la val di Chiana è la terra di origine della Razza Chianina, il bovino più grande del mondo. Una mucca bianca dalle fattezze giganti selezionata come “bestia da Tiro” ricercando i geni del bue selvatico europeo, ma poi apprezzata per la prelibatezza delle sue carni.

La quota comprende

  • Organizzazione, coordinamento, logistica dell'itinerario e assistenza durante l'evento
  • Servizio di segreteria e prenotazioni completa delle pratiche di prenotazione per il pernottamento, la cena e la colazione presso il Rifugio di Pietraporciana (quota soggiorno esclusa, da saldare in loco)
  • Guida Ambientale Escursionistica: l'accompagnamento professionale per l'intera durata del cammino da parte di una guida abilitata (ai sensi della L. 4/2013), inclusiva di copertura assicurativa RC.

La quota "non" comprende

  • Il pernottamento, la cena e la colazione al rifugio. (€ 55,00 da riconoscere direttamente al gestore)
  • I pranzi al sacco, ristori e eventuali degustazioni lungo il percorso.
  • Le spese di viaggio per raggiungere il punto di partenza e rientrare dal punto di arrivo.
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La quota comprende".

FAQ

Come funziona per il pernottamento e i pasti al Rifugio di Pietraporciana?

Il servizio di prenotazione del posto letto, della cena e della colazione viene gestito interamente dall'organizzazione al momento dell'iscrizione. Il costo vivo del soggiorno non è incluso nella quota di partecipazione e verrà saldato direttamente al rifugio.

Che tipo di sistemazione offre il rifugio?

Il Rifugio di Pietraporciana offre un'atmosfera autentica da vero avamposto escursionistico. Dispone di camere e camerate comuni con bagni condivisi. È obbligatorio portare con sé il proprio sacco lenzuolo (o sacco a pelo) e gli asciugamani.

Si rientra da Sarteano a Montepulciano alla fine del cammino?

No, ci troveremo a Sarteano il primo giorno e raggiungeremo Montepulciano con un bus di linea

Cosa succede in caso di maltempo?

Il cammino si svolge anche in caso di pioggia leggera. La Guida Ambientale Escursionistica monitorerà costantemente il meteo nei giorni precedenti e, in caso di allerta meteo grave o condizioni che pregiudichino la sicurezza del gruppo, l'evento verrà rimandato o modificato.

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PARTENZA

24

Ott

Val di Chiana
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Catia
☆☆☆☆☆
da Facebook
....si è da poco concluso il week-end di metà novembre trascorso con gli amici del Nordic Walking della Polisportiva G.Masi nelle Crete Senesi che i nostri accompagnatori , Serena ed Alessandro, già ci mancano !! Eccellenti paesaggi, sapiente guida, tanti Kilometri, vento freddo, ma l'importante è "... che sia stata una spendida giornata.... stravissuta, stralunata .... una splendida giornata sempre con il sole in faccia fino a sera...." Grazie !!!! aspettateci, torneremo !!! Un saluto !!
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  • dal sabato 24 Ottobre
  • al domenica 25 Ottobre

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