Prezzo del Viaggio
60 €
- Cosa è incluso
- da sabato 22 Agosto
- a domenica 23 Agosto
Posti disponibili
Acconto
€30,00
Prenotazioni entro il
17 Agosto 2026
- Guida
Trekking e tenda, con l’essenziale nello zaino. Due giorni di puro cammino, sospesi tra terra e cielo.
Questa volta vi portiamo nel cuore pulsante dell’Appennino Tosco-Emiliano, un territorio severo, fiero e spettacolare. Un viaggio che si snoda tra il fragore delle acque e il silenzio delle grandi vette di confine, una terra d’alta quota che dà il meglio di sé proprio quando viene attraversata a piedi… ed è esattamente quello che faremo!
Il nostro cammino inizierà avvolto dalla bellezza dei boschi, risalendo il corso spumeggiante e selvaggio delle Cascate del Dardagna, dove l’acqua salta tra balzi di roccia arenaria in uno scenario quasi primordiale. Poi, d’improvviso, la foresta lascerà spazio alla verticalità: conquisteremo i crinali del Corno alle Scale, muovendoci su praterie sospese nel vento che offrono viste sconfinate. Nelle giornate limpide, lo sguardo spazia dal Mar Ligure fino alla pianura, regalandoci la sensazione di camminare sul tetto del mondo.
Il momento più speciale sarà la notte in tenda al Lago Scaffaiolo. Lontani dalle luci della città, monteremo il campo sulle sponde di questo mitico specchio d’acqua d’alta quota, un luogo sospeso nel tempo e custode di antiche leggende. Sarà l’occasione perfetta per cenare insieme, condividere storie e godere del riflesso delle stelle sull’acqua, immersi nella wilderness più autentica.
Un’esperienza dedicata a chi vuole staccare tutto, sfidare le pendenze dell’Appennino e riscoprire la bellezza dell’essenzialità in una delle cornici più iconiche d’Italia.
Non hai la tenda? Non rinunciare all’avventura! Te la forniamo noi direttamente alla partenza (puoi aggiungerla comodamente dal modulo di prenotazione)
Prezzo del Viaggio
Posti disponibili
Dalla Cascate del Dardagna ai Crinali Appenninici
Partiamo da Madonna dell’Acero, antico santuario incastonato tra i boschi, per addentrarci nel regno delle acque e delle grandi foreste d’alto fusto. Il sentiero sale seguendo il corso spumeggiante del Dardagna, dove il salto fragoroso delle cascate scolpisce la roccia arenaria e racconta storie di una natura primordiale e indomita.
Attraversando i fitti boschi di faggio, raggiungiamo il cuore selvaggio della giornata: la salita verso il Monte Spigolino. In questo luogo dominato dal vento, dove la foresta cede definitivamente il passo alle praterie d’alta quota, ci muoviamo lungo un crinale d’altri tempi che divide i versanti e apre lo sguardo verso l’infinito.
Iniziamo quindi l’ultima cavalcata verso il Lago Scaffaiolo, uno specchio d’acqua mitico sospeso sul tetto dell’Appennino che evoca storie e leggende di antichi viandanti, e immersi in una wilderness integra e solitaria, raggiungiamo le sue sponde dove monteremo le tende per la notte
Interesse:
Dalla Cascate del Dardagna ai Crinali Appenninici
Partiamo da Madonna dell’Acero, antico santuario incastonato tra i boschi, per addentrarci nel regno delle acque e delle grandi foreste d’alto fusto. Il sentiero sale seguendo il corso spumeggiante del Dardagna, dove il salto fragoroso delle cascate scolpisce la roccia arenaria e racconta storie di una natura primordiale e indomita.
Attraversando i fitti boschi di faggio, raggiungiamo il cuore selvaggio della giornata: la salita verso il Monte Spigolino. In questo luogo dominato dal vento, dove la foresta cede definitivamente il passo alle praterie d’alta quota, ci muoviamo lungo un crinale d’altri tempi che divide i versanti e apre lo sguardo verso l’infinito.
Iniziamo quindi l’ultima cavalcata verso il Lago Scaffaiolo, uno specchio d’acqua mitico sospeso sul tetto dell’Appennino che evoca storie e leggende di antichi viandanti, e immersi in una wilderness integra e solitaria, raggiungiamo le sue sponde dove monteremo le tende per la notte
Interesse:
Il Corno alle Scale, il Monte la Nuda e rientro alla Madonna dell’Acero
Dopo la notte in tenda, riprendiamo il cammino lasciandoci alle spalle le acque silenziose dello Scaffaiolo per risalire il crinale in vista della vetta più alta. Il paesaggio si fa spettacolare mentre ci avviciniamo alla vetta del Corno alle Scale: qui la roccia nuda incontra il cielo d’alta quota, fino a raggiungere la maestosa Punta Sofia che domina l’intero comprensorio.
Il sentiero prosegue aereo lungo il filo di cresta, un balcone panoramico isolato nel vento, punto di transito fondamentale per i pastori di un tempo. Da qui, ci addentriamo sul Monte La Nuda, una cima dal carattere forte e selvaggio, prima di affrontare la discesa finale attraverso i fitti boschi appenninici che avvolgono i versanti della montagna.
Chiudiamo il nostro anello rientrando a Madonna dell’Acero, completando un viaggio che ha unito il fragore delle cascate alla forza indomita delle grandi vette di confine.
Interesse:
Il Corno alle Scale, il Monte la Nuda e rientro alla Madonna dell’Acero
Dopo la notte in tenda, riprendiamo il cammino lasciandoci alle spalle le acque silenziose dello Scaffaiolo per risalire il crinale in vista della vetta più alta. Il paesaggio si fa spettacolare mentre ci avviciniamo alla vetta del Corno alle Scale: qui la roccia nuda incontra il cielo d’alta quota, fino a raggiungere la maestosa Punta Sofia che domina l’intero comprensorio.
Il sentiero prosegue aereo lungo il filo di cresta, un balcone panoramico isolato nel vento, punto di transito fondamentale per i pastori di un tempo. Da qui, ci addentriamo sul Monte La Nuda, una cima dal carattere forte e selvaggio, prima di affrontare la discesa finale attraverso i fitti boschi appenninici che avvolgono i versanti della montagna.
Chiudiamo il nostro anello rientrando a Madonna dell’Acero, completando un viaggio che ha unito il fragore delle cascate alla forza indomita delle grandi vette di confine.
Interesse:
Notte in tenda presso luogo autorizzato per il bivacco
Pranzo del primo giorno, cena, colazione e pranzo del secondo giorno a cura dei partecipanti.
Questo trekking è un’avventura accessibile a chiunque abbia una buona predisposizione alla camminata e uno spirito dinamico. È l’esperienza ideale sia per escursionisti regolari che vogliono vivere l’Appennino in modo totale, sia per chi desidera testare per la prima volta l’autonomia del campeggio itinerante senza affrontare pareti verticali o passaggi alpinistici estremi. Richiede solo un pizzico di spirito di adattamento per la notte in tenda e la voglia di condividere un’esperienza wild.
Fatica e gestione dello zaino
L’itinerario prevede 5-6 ore di cammino giornaliere con pendenze appenniniche costanti ma moderate. La vera sfida della due giorni sarà il trasporto del proprio zaino da 8-12 kg, contenente la tenda, il sacco a pelo e il materassino. Niente panico: per alleviare la fatica e goderci il viaggio, al ritrovo a Madonna dell’Acero regoleremo insieme i carichi e le cinghie degli zaini alla partenza, così da scaricare correttamente tutto il peso sul bacino ed evitare sforzi alla schiena.
Terreno e attrezzatura obbligatoria
Il fondo dei sentieri dell’alto Appennino è misto e tipicamente montano: cammineremo su mulattiere boscose ricche di radici e fogliame, per poi passare a praterie d’alta quota e pietraie di arenaria sconnesse. L’umidità della foresta o la nebbia sul crinale possono rendere il terreno scivoloso. Per questo motivo sono obbligatori scarponcini alti alla caviglia con suola ben scolpita (tipo Vibram) e sono caldamente consigliati i bastoncini da trekking per stabilizzare il passo lungo i crinali ventosi e durante la discesa.
Acqua e abbigliamento per la notte
La quota e l’esposizione dei crinali riducono i punti di rifornimento lungo il cammino, rendendo necessario partire da Madonna dell’Acero con almeno 2 litri d’acqua a testa (potremo poi fare rifornimento a fine prima tappa presso il Rifugio Duca degli Abruzzi al Lago Scaffaiolo). Ricorda che ci muoveremo vicini ai 2000 metri di quota: se di giorno il sole può farsi sentire, la sera al campo base la temperatura scende rapidamente e il vento sul crinale può essere pungente. È indispensabile avere nello zaino un guscio antivento/impermeabile, un pile pesante e un cambio termico asciutto per la notte in tenda.
L’Alto Appennino Bolognese è uno dei cuori montani più imponenti e fieri dell’intera dorsale tosco-emiliana: un massiccio frastagliato che unisce i territori dell’Emilia e della Toscana, che sfiora i 1945 metri d’altezza con la maestosa cima del Corno alle Scale.
A differenza della dolcezza della macchia mediterranea o delle colline argillose toscane, l’alto Appennino si distingue per una natura severa, a tratti alpina, dominata da una netta transizione verticale: si passa dai fitti e ombrosi boschi di faggio del fondovalle alle nude, immense praterie sommitali modellate dal ghiaccio e dal vento. La sua vera identità geologica è scolpita nell’arenaria macigno, una roccia stratificata e resistente che nel corso dei millenni ha dato vita alle imponenti “scale” rocciose del Corno e ha permesso ad antichi ghiacciai quaternari di scavare circhi profondi e valli scoscese. Questo cuore di pietra è lo scrigno da cui nascono acque purissime, capaci di aprirsi la strada nella foresta creando canyon selvaggi e spettacolari salti idrici.
Ma l’Appennino non è solo wilderness incontaminata. Camminare tra i suoi sentieri significa imbattersi continuamente nella storia e nel mito: un fitto reticolo di antichi confini di stato, linee di trincea della Seconda Guerra Mondiale (la famosa Linea Gotica) e mulattiere di transumanza unisce santuari isolati nel verde, storici valichi e rifugi d’alta quota, testimoni di un passato millenario in cui contrabbandieri, pastori e boscaioli sfidavano le vette per connettere la pianura al mare.
Il Mirtillo Nero e la Tradizione della Montagna
I pendii e le brughiere d’alta quota dell’alto Appennino sono l’habitat storico d’elezione per la crescita spontanea del Mirtillo Nero dell’Appennino (vaccinium myrtillus). Crescendo allo stato selvaggio sopra i 1500 metri, tra cespugliati di brughiera ed esposizioni solari estive, questa piccola bacca sviluppa proprietà uniche. Fin dall’Ottocento, la raccolta estiva del mirtillo ha rappresentato una risorsa di sopravvivenza fondamentale e un’integrazione al reddito per le famiglie dei montanari, trasformandosi oggi in un vero e proprio simbolo culturale e gastronomico della montagna. [1]
Il Lago “Senza Fondo” e la Linea di Cresta
La rete escursionistica del parco è capillarmente mappata grazie ai sentieri curati dal CAI. La spina dorsale della regione è rappresentata dal Sentiero Italia (00), l’itinerario aereo di crinale che corre sul confine geografico tra Emilia e Toscana. Questa spina dorsale aerea tocca il Lago Scaffaiolo (1785m), uno dei luoghi più leggendari d’Italia. Citato persino da Giovanni Boccaccio nel 1373, questo specchio d’acqua naturale – privo di immissari visibili – è stato al centro di inquietanti credenze popolari che lo volevano “senza fondo” e direttamente collegato con le profondità dell’inferno. La leggenda narrava che chiunque ardisse gettarvi una pietra avrebbe scatenato l’ira degli spiriti, generando bufere immediate capaci di sradicare alberi a chilometri di distanza. Solo le spedizioni scientifiche di Lazzaro Spallanzani a fine Settecento sfatarono il mito, restituendo ai trekker un luogo di misticismo e pace assoluta
Il trekking ha un livello di impegno fisico Impegnativo. I chilometraggi giornalieri non sono eccessivi (sotto i 10 km), ma le pendenze in salita e in discesa sono costanti e tipiche del territorio appenninico. La vera variabile da non sottovalutare è il trasporto dello zaino da 8-12 kg con tutta l'attrezzatura da campeggio. È richiesto un buon allenamento alla camminata e l'abitudine a muoversi su terreni di montagna sconnessi.
Non è necessario essere esperti di campeggio o di bivacco, ma serve una buona predisposizione alla vita all'aria aperta e spirito di adattamento. Questa avventura è pensata proprio per chi vuole testare per la prima volta l'autonomia della tenda in sicurezza. Durante il trekking sarai costantemente supportato dalla Guida: prima della partenza riceverai assistenza e video-tutorial dedicati, mentre sul campo impareremo insieme come montare, gestire e smontare il campo tenda.
Dormiremo in tenda in modalità bivacco. Questo significa che monteremo il nostro campo base al tramonto in un luogo wild e isolato, immersi nella natura più autentica, e lo smonteremo la mattina presto all'alba, lasciando il luogo pulito e intatto. Non ci saranno comfort cittadini (come docce o bagni caldi): l'esperienza è incentrata sul piacere dell'essenzialità, sulla condivisione e sulla magia di una notte sotto le stelle.
La sicurezza viene prima di tutto. In quanto Guida Professionista, monitoro costantemente i bollettini meteo nei giorni precedenti l'evento. Se le condizioni meteo previste dovessero essere pericolose per l'incolumità del gruppo (es. forti temporali sul crinale, raffiche di vento estreme o fulmini), l'escursione verrà annullata o rimandata, e sarai avvisato tempestivamente. Una leggera pioggerellina o la nebbia, invece, fanno parte dell'avventura montana: in quel caso il trekking confermato si farà con il giusto abbigliamento tecnico.
Assolutamente sì! Anzi, la maggior parte dei partecipanti si iscrive singolarmente. Questo genere di esperienze wild attira persone che condividono la stessa passione per la natura, il cammino lento e l'avventura. Il clima nel gruppo diventa familiare fin dai primi chilometri e il momento della cena condivisa e della notte in tenda cementa subito nuove e bellissime amicizie. Non avere paura di iscriverti da solo, tornerai a casa con un gruppo di nuovi compagni di cammino.
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